by Giovanni Cossiga
19. gennaio 2012 17:17
La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Un paradosso che sembra fatto apposta per delineare la situazione dell’Italia nella crisi dell’euro. La scelta di un governo tecnico, certamente affidabile e gradito all’Europa per portare avanti senza titubanze la strategia tedesco-francese per il controllo del disavanzo e aprire il mercato alla concorrenza, sembra dare ragione all’aforisma di Karl Marx. Senza dubbio le intenzioni di riforma sono buone anzi ottime, ma portano all’inferno. Il problema è che i compiti a casa, che il professore- scolaro doveva fare per la ripetente Italia, non piacciono neppure un po’ al mercato che non manca di punire il Belpaese, con uno spread tra BPT decennali e Bund tedeschi ormai attestato sempre al di sopra del 520 punti, con tendenza a scatti in avanti. Ovviamente questa evidenza non sfugge ai nostri governanti, tant’è che in occasione dell’incontro con il Primo ministro francese, François Fillon ( il quale con un singolare intuito aveva predetto al prof. Monti che sarebbe divenuto Presidente del consiglio), il capo del nostro governo ha alzato la voce per invocare una capacità decisionale dell’Europa adeguata alla profondità della crisi in atto.
Sulla strada per l’inferno per definizione non avvengono miracoli. Il miracolo cioè che gli indomabili egoismi nazionali possano essere messi da parte in Europa per tentare davvero di placare la turbolenza dei mercati.
[Prosegue]
603fde1e-65b2-40c9-9a78-2bc5101056e5|0|.0
Tags:
Euro